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Le 8 Regole per Sviluppare un Talento (o Recuperarlo)

Si pensa che il talento sia una dote innata, ma numerose ricerche dimostrano che non è assolutamente così: il talento, inteso come la capacità di eccellere in qualcosa, è fondamentalmente una combinazione di FORZA DI VOLONTA’ e ore di ALLENAMENTO.

Per sviluppare qualunque talento infatti, che sia la pratica di uno sport, la capacità di fare al meglio il proprio lavoro o lo sviluppo di doti intellettuali come l’apprendimento di una lingua, il fattore più importante non è infatti la predisposizione genetica (che comunque aiuta), bensì una corretta metodica di ALLENAMENTO PROFONDO, mirata a massimizzare lo sviluppo delle CONNESSIONI NEURALI preposta al controllo di una determinata capacità e la deposizione di MIELINA a livello degli assoni.

Maggiore è la quantità di mielina presente sui canali di collegamento inter-neuronale, maggiore sarà la velocità di trasmissione degli impulsi nervosi, migliore sarà la qualità e il livello di perfezione tecnica di una determinata attività, sia essa di tipo motorio, intellettivo o entrambe.

Questo fattore ha un’importantissima ricaduta a livello anche del RIAPPRENDIMENTO di capacità perdute, come ad esempio in seguito a un trauma, una malattia o a un’operazione chirurgica, pertanto presenta una forte connessione non solo con l’insegnamento in generale, ma con la pratica RIABILITATIVA, intesa come recupero di una capacità.

Vi sono 8 REGOLE CHIAVE che permettono di sviluppare un talento in modo rapido. Vediamo quali sono.

 

1) PRATICA INTENSA DI 2-3 ORE AL GIORNO

La “deep practice”, ovvero la pratica di un’attività in cui TUTTA LA NOSTRA ATTENZIONE è focalizzata su quello che stiamo facendo, è il fattore chiave principale. Per sviluppare un talento, è necessario praticarlo con la massima concentrazione. Questo è un aspetto che richiede tantissimo sforzo sia fisico che intellettuale (provare per credere) pertanto oltre le 3 ore di deep practice sono fisicamente troppo onerose, oltre che controproducenti. La pratica superficiale, ovvero il ripetere quello che già ci riesce bene, serve solo a non perdere le capacità acquisite, ma non le migliora in alcun modo.

 

2) LAVORO SUL PUNTO DI ERRORE

Il secondo fattore fondamentale per il migliroamento delle proprie capacità è effettuare la pratica appena al di fuori della propria “comfort zone”, proprio dove sta il PUNTO DI ERRORE. Il segreto sta infatti nel provare quello che NON SI RIESCE A FARE, sbagliare, analizzare l’errore, individuare le modalità per correggerlo, riprovare. Questo loop continuo di prova -> errore -> feedback -> correzione -> riprova è la vera chiave del miglioramento. Si deve prestare attenzione a non superare di troppo il limite delle proprie capacità, ma lavorare solo appena al di fuori, dove sappiamo di poter migliorare. Ovviamente il punto di errore è un confine “dinamico”: man mano che le capacità aumentano, aumenta la dimensione della comfort zone e di conseguenza il punto in cui “settare” nuovamente la pratica. A volte non vi è una piena consapevolezza del punto di errore, per cui è necessario avere anche il GIUSTO DOCENTE.

 

3) PRATICA AD ALTA FREQUENZA

Maggiore è la frequenza con cui si pratica, maggiore sarà la velocità di apprendimento. Una pratica profonda quotidiana (fatta anche più volte al giorno) è il modo in assoluto migliore per sviluppare un talento. Questo è semplicemente legato al fatto che aumentando la frequenza si aumenta anche il numero cumulativo di impulsi trasmessi lungo i pattern neurali di una certa capacità e di conseguenza la loro velocità. Una pratica saltuaria è quasi inefficace, perchè nei periodi di inattività le capacità vengono lentamente perse. Ecco perchè corsi di formazione ad alta intensità e concentrati in brevi periodi (qualunque sia la materia insegnata) sono centinaia di volte più efficaci ai fini dell’apprendimento rispetto a corsi spalmati su periodi di mesi o addirittura anni.
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4) ENTUSIASMO E DIVERTIMENTO

Fare l’attività che desideriamo imparare bene o nella quale vogliamo addirittura eccellere deve essere un PIACERE. Questo non significa che è semplice (la deep practice non lo è mai) ma che deve dare GRATIFICAZIONI. Se vogliamo apprendere un talento in modo efficace, dobbiamo vivere la sua pratica con gioia ed entusiasmo, dato anche dalle gratificazioni che ci dà vedere i progressivi miglioramenti (fattore questo fondamentale in riabilitazione). Se si pratica in modo svogliato, con dispiacere o – peggio ancora – dietro coercizione, si può stare certi che l’apprendimento sarà superficiale e completamente inefficace.

 

5) OBIETTIVI CHIARI

Uno dei fattori più importanti nello sviluppo di un talento è aver chiaro l’obiettivo che si vuole raggiungere. Il praticante deve avere una VISIONE PRECISA di quello che vuole diventare o dove vuole arrivare. Più l’immagine è vivida, maggiore sarà la carica di entusiamo messa nella pratica, più focalizzata sarà l’attivazione dei pattern neurali, migliore la qualità dell’apprendimento. Quando si pratica per migliorare un talento si dovrebbe letteralmente “sognare ad occhi aperti” il traguardo che si vuole raggiungere.

 

6) AMBIENTE COERENTE E COMPETITIVO

Uno dei fattori collaterali più sottovalutati ma in assoluto più importanti per lo sviluppo di una capacità è L’AMBIENTE. Quando si pratica, anche l’ambiente deve essere coerente e in perfetta sintonia con il raggiungimento degli obiettivi. Oltre ad essere IDONEO a sviluppare il talento che vogliamo apprendere, deve anche trasmettere da ogni suo aspetto un continuo imput motivazionale a migliorare le proprie capacità. Inoltre deve essere un ambiente COMPETITIVO in modo sano, ovvero: attorno a noi devono esserci altre persone che hanno il nostro medesimo target e ci SFIDANO a superarle. I talenti migliori si strutturano necessariamente all’interno di un team di compagni/avversari, che l’allenatore in gamba deve saper mettere in competizione nel modo giusto.

 

7) VARIAZIONE FREQUENTE

Per strutturare le capacità in modo solido, non è solo necessario lavorare sul punto di errore, ma anche APPLICARE STIMOLI DIVERSI seppur non strettamente finalizzati all’obiettivo. Questo permette alle connessioni neurali di diventare più “elastiche”, strutturare capacità collaterali utili allo sviluppo del talento e fornire una sorta di “scossone” al sistema nervoso utile a sbloccare eventuali momenti di stallo dell’apprendimento. Questa regola è particolamente vera nello sport, in cui l’allenamento su terreni differenti da quello abituale (es: sabbia o cemento al posto di erba) potenzia incredibilmente la qualità del controllo motorio.

 

8) IL GIUSTO INSEGNANTE

Infine, nessun talento o capacità si possono sviluppare adeguatamente in assenza del DOCENTE GIUSTO. Il docente perfetto non è necessariamente una persona che possieda al massimo livello il talento che vogliamo sviluppare, anzi: la maggior parte delle volte gli insegnanti migliori non sono i migliori praticanti. Tuttavia deve avere una PERFETTA CONOSCENZA della materia, in tutte le sue differenti sfaccettature. Deve saper motivare il praticante in modo giusto, con poche parole, ma estremamente mirate, di incoraggiamento dette al momento giusto. Deve possedere un’elevata capacità di OSSERVAZIONE e di PROBLEM SOLVING: il suo vero compito sta infatti nell’individuare il PUNTO DI ERRORE, comunicarlo in modo corretto, proporre la via per risolverlo. Non ultimo, il docente deve saper creare un sano ambiente di competizione all’interno del team.

Che siate allenatori, fisioterapisti o praticanti autodidatti, utilizzate questi consigli coi vostri atleti, i vostri pazienti oppure con voi stessi e vedrete come cambieranno i risultati!

Buon lavoro!

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